Piano Marshall o valorizzazione degli immobili - K. Valenzano Rossi

Opinione pubblicata su CdT del 12 novembre 2018 - Karin Valenzano Rossi

Il Piano Marshall, dal nome del Segretario di Stato americano George Marshall, permise la ricostruzione dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale grazie a uno stanziamento di, allora, 14 miliardi di dollari (oggi corrisponderebbero a 110). L’espressione “Piano Marshall” è poi diventata sinonimo di grandi investimenti statali per migliorare e sostenere l’economia.

Ora un Piano Mashall viene evocato dalla municipale di Lugano responsabile del Dicastro Immobili per la questione degli alloggi a pigione moderata in Città, partendo dalla situazione di degrado nel grattacielo di Pregassona, il cui acquisto è stato evocato da un suo collega municipale.

Tralasciando il fatto che Lugano non ci sembra in una situazione come quella post-bellica del 1945 (in Europa c’erano circa 5 milioni di case distrutte e il triplo di sfollati), la questione del patrimonio immobiliare luganese è sul tavolo da lunga pezza e sporadicamente torna a galla con, purtroppo – le stesse premesse: la mancanza dei dati di fondo.

Risale esattamente a due anni fa la strategia di gestione del patrimonio immobiliare adottata dal Municipio che puntava alla “valorizzazione quantitativa” e a “razionalizzarne l’assetto attuale”. E ora viene qui proposta l’idea di un ente para-pubblico (ormai di moda), una fondazione, che si occupi di investimenti immobiliari “con un capitale di partenza costituito da alcuni edifici comunali esistenti”.

Già, ma quali? Quali degli oltre 400 già censiti, di cui una cinquantina producono entrate da affitti? Non si sa. Il Dicastero Immobili sta evidentemente ancora perfezionando il censimento razionalizzato dei suoi averi (a proposito, è stato trovato il famoso “software” che mancava due anni fa per operare tale inventario) per capire cosa è meglio tenere, cosa si deve ristrutturare, cosa mettere a reddito e cosa si può vendere.

E quanto vale veramente il patrimonio immobiliare della Città? Altro punto ancora oscuro. Chissà, probabilmente lo si conoscesse, aggiungendolo al valore delle AIL e a quello della partecipazione nella Verzasca SA, quel miliardo di debito pubblico cittadino farebbe molto meno paura, anche quando i tassi d’interesse torneranno a salire.

Ecco dunque il Piano Marshall luganese del terzo millennio. Il tutto in un periodo di grande turbolenza e incertezza del mercato immobiliare, quando perfino la Cassa pensioni della Città ha ceduto parte dei suoi edifici per fare cassa, quando i 10 milioni votati dal Consiglio comunale per investimenti nella politica dell’alloggio non sono ancora stati sfiorati.

Prima di lanciarci in avventure immobiliari ideologicamente attraenti sulla carta ma molto incerte nella realizzazione, penseremmo prima, realisticamente, a come gestire in modo più efficace quel patrimonio che sicuramente già abbiamo.

Karin Valenzano Rossi, capogruppo PLR in CC a Lugano